Guida tecnica per professionisti

Indicazioni operative per la progettazione e il risanamento, aggiornate alla normativa vigente (D.Lgs. 101/2020 e s.m.i.).

Articolo tecnico basato sul manuale ARPA FVG – Provincia di Udine – Università degli Studi di Udine.

Introduzione: un problema di salute pubblica che riguarda anche i progettisti

Il radon è un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, prodotto dal decadimento dell'uranio presente ubiquitariamente nella crosta terrestre. Dopo il fumo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lo considera la principale causa di tumore polmonare: ad esso sono attribuibili tra il 5 e il 20% di tutti i casi, che in Italia ammontano a circa 30.000 l'anno. Il Friuli Venezia Giulia, con una concentrazione media indoor di 96 Bq/m³ (contro una media nazionale di 75 Bq/m³), si colloca tra le regioni italiane con i valori più elevati.

Per ingegneri, architetti, geometri e progettisti, la protezione dal radon non è più una questione opzionale: è un requisito progettuale che, se integrato correttamente fin dalle fasi iniziali, comporta costi marginali e garantisce efficacia duratura.

1. Quadro normativo di riferimento

Livelli massimi di riferimento (media annua)

L'art. 12 del D.Lgs. 101/2020 fissa i seguenti livelli massimi di riferimento per la concentrazione media annua di attività di radon in aria [reference:0]:

Tipologia Livello di riferimento
Abitazioni esistenti 300 Bq/m³
Abitazioni costruite dopo il 31/12/2024 200 Bq/m³
Luoghi di lavoro 300 Bq/m³
Dose efficace annua (art. 17, c. 4) 6 mSv

Ambito di applicazione per i luoghi di lavoro

Le norme relative alla protezione dal radon nei luoghi di lavoro si applicano a [reference:1]:

  • Attività lavorative svolte in ambienti sotterranei
  • Attività lavorative svolte in ambienti seminterrati
  • Attività lavorative al piano terra, se ubicate in aree prioritarie
  • "Specifici luoghi di lavoro" individuati dal PNAR (impianti di potabilizzazione, imbottigliamento acque minerali, centrali idroelettriche)
  • Stabilimenti termali

Aree prioritarie

Ai sensi dell'art. 11, comma 3, del D.Lgs. 101/2020, le Regioni individuano le aree prioritarie dove si stima che la percentuale di edifici con concentrazione media annua di radon superiore a 300 Bq/m³ sia pari o superiore al 15% [reference:2].

In Friuli Venezia Giulia, la prima mappatura è stata approvata con la Delibera di Giunta Regionale n. 1622 del 31 ottobre 2024 [reference:3].

Obblighi per i luoghi di lavoro

  1. Effettuare una campagna di misurazione con dosimetri passivi, avvalendosi di un laboratorio accreditato
  2. Qualora i valori superino i 300 Bq/m³, adottare azioni di rimedio per ridurre le concentrazioni al di sotto del livello di riferimento
  3. Comunicare gli interventi adottati all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)

Nuove disposizioni per i locali sotterranei (Legge 203/2024)

Dal 12 gennaio 2025 è entrata in vigore la Legge 13 dicembre 2024, n. 203, che modifica l'art. 65 del D.Lgs. 81/2008. Per l'utilizzo di locali chiusi sotterranei o semisotterranei per attività lavorative, è richiesta [reference:4]:

  • La valutazione dei livelli di concentrazione media annua di gas radon entro 24 mesi dall'inizio dell'attività
  • Misurazioni periodiche
  • Misure correttive in caso di superamento dei limiti
  • Comunicazione all'INL in caso di superamento

PNAR 2023-2032

Il Piano Nazionale d'Azione per il Radon (PNAR) 2023-2032, adottato con DPCM 11 gennaio 2024, è lo strumento strategico nazionale [reference:5]. Esso individua strategie, criteri e modalità di intervento per prevenire e ridurre i rischi a lungo termine dovuti all'esposizione al radon, nonché i criteri per la classificazione delle zone a rischio [reference:6].

Gli obiettivi specifici includono la riduzione della concentrazione nei luoghi di lavoro sopra i 300 Bq/m³, la riduzione in almeno il 50% delle abitazioni nelle aree prioritarie con concentrazioni superiori a 200 Bq/m³, e la verifica che le nuove abitazioni (post 31/12/2024) siano inferiori a 200 Bq/m³ [reference:7].

2. Come il radon entra negli edifici

La depressione

L'edificio funziona come una pompa aspirante nei confronti del terreno. Le cause principali:

  • Differenza di temperatura interno/esterno (inverno)
  • Vento
  • Ventilatori aspiranti in bagni e cucine
  • Tiraggio di canne fumarie
  • Deflusso d'aria da impianti di scarico
L'infiltrazione

Le vie d'accesso tipiche del radon:

  • Crepe e giunti in pavimenti e pareti
  • Passaggi di tubazioni e fognature
  • Pozzetti e aperture di controllo
  • Prese di luce, camini, montacarichi
  • Pavimenti in terra battuta, ghiaia, pietra
  • Componenti costruttivi permeabili

3. Protezione dei nuovi edifici: le soluzioni tecniche

Per le nuove costruzioni, le misure di prevenzione sono calcolabili e comportano costi supplementari relativamente modesti. La scelta dipende dalla tipologia di fondazione:

a) Solaio controterra

b) Intercapedine

c) Mista

Sistema passivo vs attivo

CaratteristicaSistema passivoSistema attivo
Costo Limitato Superiore
Efficacia Spesso sufficiente Elevata e garantita
Consumo energetico Nullo ~780 kWh/anno (90 W)
Manutenzione Minima Necessaria
Durata Pari all'edificio Inferiore

La canna d'aspirazione: prescrizioni tecniche

  • Percorso più rettilineo possibile; giunti a 45° se inevitabili
  • Sporgenza di almeno 30 cm oltre il tetto
  • Distanza di almeno 2 m da finestre e comignoli
  • Tubi in PVC o ABS (non misti), Ø 10 cm
  • Evitare tubi metallici
  • Nessun sifone; condensa verso il sottosuolo

Soluzioni per fondazione con solaio controterra

Indicato per terreni morbidi e poco permeabili. Vespaio: spessore minimo 15 cm, ciottoli 1,5–4 cm. Se suddiviso, fori passanti Ø min 10 cm, distanza max 3 m, minimo 2 fori.

Per terreni abbastanza permeabili. Tubi corrugati e perforati Ø min 10 cm, anello chiuso per aree < 360 m². Distanza dal perimetro: 30 cm. Ricopertura con ghiaia (min 2,5 cm) se gettato direttamente.

Alternativa allo scavo in terreni compatti o gelati. Stuoie in plastica alveolare con geotessile filtrante, sezione min 2,5 × 30 cm. Anello chiuso per aree < 180 m². Strato di sabbia di 10 cm.

Fondazioni con intercapedine

La ventilazione meccanica garantisce risultati migliori di quella naturale. Soluzione: membrana in polietilene (0,15 mm, o 0,075 mm se rinforzata) su tutta la superficie, con sovrapposizione di 30 cm e rialzo di 30 cm lungo i muri. Tubi di prelievo corrugati e forati sotto la membrana, collegati alla canna.

Installazione dell'aspiratore

Non in locali abitati

Sottotetto o garage adiacente

Tratto verticale libero

Almeno 80 cm

Allacciamento elettrico

Entro 2 m

4. Risanamento di edifici esistenti

Il risanamento è generalmente più difficile, incerto e costoso della prevenzione. Quando possibile, è opportuno procedere gradualmente, partendo dagli interventi meno invasivi.

4.1 Eliminazione della depressione nei locali abitativi

  • Aperture per apporto d'aria fresca per bilanciare l'effetto degli aspiratori
  • Isolamento di pozzi e camini negli scantinati, con presa d'aria esterna dotata di sifone
  • Apporto d'aria esterna per stufe e caldaie
  • Aspirazione dell'aria in cantina, solo con generatori dotati di camere stagne

4.2 Depressurizzazione dell'aria sottostante l'edificio

TecnicaDescrizione
Pozzo di raccolta centrale Cavità sotto il pavimento (es. 30×30×200 cm) a 30 cm di profondità, con tubo PVC Ø 10 cm e ventola
Più punti di aspirazione Tubi passanti nel pavimento della cantina
Impianti di drenaggio esistenti Aspirazione dell'aria dal sottosuolo, con sifoni per impedire risucchi dalla rete pubblica
Pozzo esterno all'edificio Soluzione economica e poco disagevole, ideale in presenza di ampio vespaio
Fori passanti Fori Ø 10–12 cm sui muri esterni, collegati da tubo forato passante

4.6 Isolamenti e sigillatura

MaterialeSpessore (mm)Impermeabilità al radon
PEHD 0,15
PVC armato 0,1
Polimeri bituminosi 3,0
Pitture sintetiche 0,2 No
Resine epossidiche 3
Cemento armato 100 Parziale
Pietra arenaria calcarea 150 No
Gesso 100 No
Laterizio 150 No

5. Casi studio regionali: risultati misurabili

Il manuale documenta quattro interventi reali in Friuli Venezia Giulia, con risultati quantificati:

InterventoTipoRiduzione radon
Depressurizzazione diretta con pozzo centrale Abitazione privata ~90%
Depressurizzazione con fori passanti Abitazione privata ~75%
Depressurizzazione forzata con intercapedine Asilo nido ~60%
Depressurizzazione naturale con intercapedine Scuola materna 54–73%

Il caso della scuola materna è particolarmente significativo: a riscaldamento spento la concentrazione media è scesa da 750 a 340 Bq/m³ con i fori aperti; a riscaldamento acceso da 1700 a 450 Bq/m³. L'ulteriore ventilazione dei locali ha portato il valore a 200 Bq/m³.

6. Sinergie con altre progettualità

La protezione dal radon non entra in conflitto con altre finalità progettuali, ma anzi genera sinergie:

Protezione dall'umidità

Tecniche parallele; i punti di infiltrazione del radon sono però più difficili da localizzare.

Isolamento acustico

Piccoli fori e aperture riducono l'efficacia protettiva; le porte isolanti acusticamente isolano anche dal radon.

Isolamento termico

La separazione tra locali riscaldati e non coincide spesso con il livello di isolamento primario contro il radon.

Protezione antincendio

Le guarnizioni elastiche per il radon possono essere infiammabili; per controbilanciare la depressione di stufe e caminetti resta l'apporto d'aria fresca.

Conclusioni: dieci punti operativi per il progettista

  1. Verificare la tipologia di fondazione e scegliere la soluzione più adatta
  2. Prevedere sempre una canna d'aspirazione con percorso rettilineo, PVC/ABS Ø 10 cm, sporgenza > 30 cm e distanza > 2 m da aperture
  3. Adottare sistema passivo e predisporre la trasformazione in attivo
  4. Realizzare vespaio, anello di tubi perforati o stuoie drenanti secondo la permeabilità del terreno
  5. Stendere membrana in polietilene (0,15 mm) sotto la soletta o sull'intercapedine
  1. Sigillare giunti, passaggi di tubi e pozzetti con materiali ad elasticità permanente
  2. Evitare condutture d'aria sotto la soletta o mantenerle in pressione positiva
  3. Installare l'aspiratore in sottotetto o garage, con allarme e raccordi elastici
  4. Per il risanamento: partire da interventi a basso costo, poi depressurizzazione, infine sovrappressione
  5. Misurare sempre con rivelatori passivi (3–6 mesi, periodo invernale) prima e dopo l'intervento

Riferimenti e approfondimenti

  • Il manuale completo è disponibile su www.arpa.fvg.it.
  • Normativa: D.Lgs. 101/2020 e s.m.i.; D.Lgs. 203/2022; Legge 203/2024; DPCM 11 gennaio 2024 (PNAR 2023-2032).
  • Standard tecnici: UNI EN ISO 11665-8:2020 per le metodologie di misura.

Articolo redatto a scopo informativo per professionisti del settore edile e ambientale.

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