La quinta edizione del Codice europeo contro il cancro, promossa dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dall'Organizzazione mondiale della sanità, dedica una raccomandazione specifica al gas radon negli ambienti chiusi: informarsi sui livelli nella propria zona, misurarli in casa e, se necessario, ridurli rivolgendosi a professionisti.

In questo articolo ripercorriamo i contenuti della scheda informativa n. 10 del Codice europeo contro il cancro, approfondendo cosa significa concretamente per chi vive o lavora in un edificio, quali sono i livelli di riferimento, come si interviene e perché la misurazione del radon è il primo, indispensabile passo.

1. Il Codice europeo contro il cancro, 5ª edizione

Il Codice europeo contro il cancro raccoglie 14 raccomandazioni rivolte ai cittadini su come ridurre il rischio di ammalarsi di tumore. Nella quinta edizione, pubblicata nel 2025 dalla IARC e tradotta in italiano a cura dell'Unione europea, ogni raccomandazione è accompagnata da una scheda informativa che spiega le evidenze scientifiche, le azioni concrete e le politiche di supporto.

La raccomandazione n. 10 riguarda il gas radon negli ambienti chiusi e recita, in sintesi: informati sui livelli di radon nella tua zona consultando una mappa del radon locale; rivolgiti a professionisti per misurare i livelli nella tua abitazione e, se necessario, per ridurli.

2. Che cos'è il radon

Il radon è un gas radioattivo che deriva dal decadimento dell'uranio presente nel suolo, nelle rocce e nell'acqua. È incolore e inodore: nessuno dei nostri sensi è in grado di avvertirne la presenza e può essere individuato solo con attrezzature specializzate.

All'aperto il radon si disperde rapidamente e raggiunge concentrazioni trascurabili. Negli ambienti chiusi, invece, può penetrare dal terreno attraverso fessure nei pavimenti e nelle pareti, passaggi di tubazioni e altri punti di contatto con il suolo, e accumularsi fino a livelli elevati. Per questo il rischio riguarda soprattutto abitazioni, uffici, scuole e luoghi di lavoro, in particolare i locali a contatto con il terreno come seminterrati e piani terra.

3. Radon e cancro ai polmoni: i numeri

Quando si respira radon, il gas e i suoi prodotti di decadimento possono depositarsi nei polmoni, dove rilasciano radiazioni in grado di danneggiare le cellule polmonari e di aumentare il rischio di sviluppare un tumore.

2ª

causa di cancro ai polmoni a livello mondiale

~12%

dei casi di cancro ai polmoni in Europa è attribuibile al radon

~19.000

decessi per cancro ai polmoni ogni anno in Europa

L'esposizione a lungo termine è ciò che conta di più: è la permanenza prolungata in ambienti con concentrazioni elevate a determinare il danno al tessuto polmonare. Il radon rappresenta quindi un problema di sanità pubblica di primo piano, con una prevalenza che varia sensibilmente da zona a zona, perché dipende in larga parte dalle caratteristiche geologiche del territorio.

Il radon colpisce anche chi non ha mai fumato

Il rischio è molto più elevato per chi fuma: fumo di tabacco e radon, combinati, moltiplicano la probabilità di ammalarsi. Tuttavia, anche le persone che non hanno mai fumato sono a rischio. Ciò rende il radon una questione cruciale per la prevenzione del cancro per tutti, non soltanto per i fumatori.

4. Come ridurre il rischio: le azioni raccomandate

4.1 Testare la presenza di radon nella propria casa

Poiché il radon non si vede né si sente, l'unico modo per sapere se è presente è misurarlo. La scheda raccomanda di:

  • consultare la mappa del radon della propria zona per capire se si vive in un'area a maggior rischio;
  • affidarsi a professionisti per eseguire il test dell'aria nell'abitazione;
  • testare tutte le abitazioni, in particolare quelle situate in zone ad alto rischio.

Una misura attendibile si ottiene con dosimetri passivi posizionati per un periodo prolungato (tipicamente alcuni mesi) e analizzati da un laboratorio qualificato, così da stimare la concentrazione media annua, che è il valore a cui fanno riferimento le norme.

4.2 Ridurre i livelli elevati di radon

L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda che i livelli di radon negli ambienti chiusi non superino i 100 Bq/m³ (becquerel per metro cubo). Se la normativa nazionale prevede valori diversi, il livello massimo non dovrebbe comunque superare i 300 Bq/m³, come previsto dalla legislazione dell'Unione europea.

RiferimentoValore
Raccomandazione OMS 100 Bq/m³
Livello massimo secondo la legislazione UE (Direttiva 2013/59/Euratom) 300 Bq/m³

Se i test mostrano livelli superiori, è necessario intervenire. Gli interventi di mitigazione, da affidare a professionisti, possono includere:

  • migliorare la ventilazione degli ambienti;
  • sigillare le fessure nei pavimenti e nelle pareti;
  • installare un sistema di mitigazione del radon, ad esempio con la rimozione dell'aria dal suolo sotto le fondazioni.

4.3 Non fumare ed evitare il fumo passivo

Il fumo aumenta notevolmente il rischio di cancro ai polmoni, soprattutto se combinato con l'esposizione al radon. Chi fuma dovrebbe chiedere aiuto per smettere; è importante anche evitare l'esposizione al fumo passivo, per ridurre ulteriormente il rischio.

4.4 Mantenere una buona qualità dell'aria negli ambienti chiusi

Una buona ventilazione contribuisce a ridurre i livelli di radon e a migliorare la qualità generale dell'aria. Aprire le finestre quando il clima e la qualità dell'aria esterna lo consentono e assicurare un adeguato ricambio d'aria in casa sono buone abitudini quotidiane. Attenzione però: la ventilazione da sola non è una garanzia e non sostituisce la misurazione.

4.5 Informarsi e informare

Conoscere il radon e i suoi rischi permette di agire. Condividere con familiari e amici le informazioni sul test e sulla mitigazione, incoraggiandoli a misurare anche le loro case, è una forma semplice ed efficace di prevenzione collettiva.

5. Miti e fatti sul radon

Falso. Ogni anno il radon contribuisce a circa 19.000 decessi per cancro ai polmoni in Europa.

Falso. Anche le abitazioni più recenti possono avere livelli elevati di radon, perché questi dipendono dalla geologia del suolo al di sotto degli edifici.

Falso. Il test è semplice ed economicamente accessibile nella maggior parte dei paesi, ed è fondamentale per individuare e affrontare l'esposizione.

Falso. Rimuovere il gas dal suolo sotto le fondazioni riduce il radon negli ambienti chiusi: esistono tecniche di risanamento efficaci anche per gli edifici esistenti.

6. Chi è più esposto: i gruppi che richiedono maggiore attenzione

La scheda del Codice europeo individua alcune categorie per le quali il rischio, o la difficoltà di intervenire, è maggiore:

  • Famiglie a basso reddito: spesso vivono in immobili in affitto, dove test e mitigazione sono trascurati per vincoli finanziari.
  • Locatari: chi abita in condomini o in seminterrati può essere esposto a rischi più elevati e avere minor controllo sull'ambiente in cui vive.
  • Bambini: quelli che frequentano asili nido o scuole in zone a rischio radon sono particolarmente vulnerabili.
  • Residenti anziani: chi vive in strutture di assistenza a lungo termine può subire un'esposizione prolungata.
  • Categorie professionali: lavoratori di miniere, grotte turistiche e impianti di trattamento delle acque possono essere soggetti a rischi più elevati.
  • Variabilità geografica: le regioni con un elevato contenuto di uranio naturale nel suolo possono richiedere interventi mirati.

7. Le politiche che aiutano a ridurre il rischio

Oltre ai comportamenti individuali, il Codice europeo sottolinea l'importanza di politiche pubbliche efficaci. Tra gli esempi:

  • Programmi nazionali di test del radon, con kit sovvenzionati o gratuiti per raggiungere più persone;
  • Regolamenti edilizi resistenti al radon, che impongono tecniche costruttive in grado di abbassare i livelli e ridurre i costi di una futura mitigazione;
  • Campagne di sensibilizzazione sui rischi e sull'importanza di test e mitigazione;
  • Interventi mirati nelle zone ad alto rischio, come le sovvenzioni per sistemi di test e mitigazione, per proteggere chi è più a rischio e promuovere l'equità;
  • Integrazione con i programmi di disassuefazione dal fumo, per affrontare il rischio combinato di radon e tabacco.

8. Benefici aggiuntivi di un ambiente più sano

Ridurre l'esposizione al radon non protegge solo i polmoni. Migliorare la qualità dell'aria indoor può alleviare problemi respiratori come l'asma, sostiene gli sforzi per smettere di fumare e contribuisce al benessere di chi vive in un ambiente più sano. Promuovere il test del radon e scelte di vita salutari favorisce inoltre una cultura della prevenzione che riduce l'incidenza di molte malattie non trasmissibili.

9. Perché affidarsi a un professionista per misurare il radon

Una misura "fai da te" o eseguita con strumenti non idonei può dare risultati poco affidabili. Affidarsi a un operatore specializzato significa ottenere:

  • la scelta corretta dei punti di misura e del periodo di esposizione;
  • l'impiego di dosimetri professionali analizzati da un laboratorio qualificato;
  • un report chiaro sugli esiti, utile anche ai fini degli adempimenti normativi;
  • indicazioni sugli eventuali interventi correttivi, in modo graduale e proporzionato al problema.

Conclusioni: il primo passo è misurare

Il messaggio del Codice europeo contro il cancro è semplice: il radon non si vede, non si sente, ma si può misurare e si può ridurre.

Controllare la presenza di radon nella propria abitazione o nel proprio luogo di lavoro è un'azione concreta, accessibile e decisiva per proteggere la salute propria e dei propri cari.

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Fonti e approfondimenti

  • Codice europeo contro il cancro, 5ª edizione – Scheda informativa n. 10 «Gas radon negli ambienti chiusi» (IARC / Unione europea, ottobre 2025).
  • Organizzazione mondiale della sanità, Radon and Health , 2023.
  • Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio del 5 dicembre 2013.
  • Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, IARC Monographs Vol. 100D (2012).